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Optional costosi che non servono

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Il configuratore online non sempre è un alleato quando si decide di acquistare un’auto nuova. Ogni voce aggiunta al riepilogo sembra ragionevole presa singolarmente, ma il totale cresce in fretta e con esso la distanza fra il prezzo base e quello reale che finirà in fattura.

I dati raccolti da JATO Dynamics sui cinque principali mercati europei lo confermano: nella prima metà del 2024 ogni vettura ordinata ha ricevuto in media 2,9 optional, con un sovrapprezzo medio di 2.154 euro. Tradotto su scala EU5, su 5,5 milioni di immatricolazioni, gli accessori auto hanno generato un fatturato stimato di quasi 12 miliardi di euro nella prima metà dell’anno.

Il punto è che una fetta consistente di quella cifra finisce su dotazioni che, dopo poche settimane di utilizzo, si rivelano inutili o addirittura scomode. Questa guida passa in rassegna gli optional costosi che non servono, quelli che i listini propongono con nomi suggestivi ma che, alla prova dei fatti, non giustificano la spesa né al momento dell'acquisto né in fase di rivendita.

VERNICIATURE SPECIALI: IL CONTO ARRIVA IN CARROZZERIA

La verniciatura metallizzata è la prima tentazione. Quasi tutti i costruttori la propongono come optional a pagamento fra 600 e 1.200 euro. Le tinte perlate, tristrato o opache matt salgono oltre i 2.000 euro sui marchi premium.

Il problema emerge al primo graffio nel parcheggio del supermercato. Un intervento di carrozzeria su una tinta perlata tende ad avere costi più alti rispetto a un colore solido, perché richiede lavorazioni e materiali più complessi; per una verniciatura parziale si incontrano spesso preventivi nell’ordine di qualche centinaio di euro, con rialzi quando serve sfumare e uniformare più elementi. Le verniciature opache, poi, richiedono lavaggi e prodotti dedicati e diversi manuali tecnici raccomandano procedure specifiche per preservare la finitura.

In termini pratici: chi parcheggia all’aperto e usa l’auto tutti i giorni farà bene a restare su una tinta standard o su una metallizzata di primo livello, risparmiando sul prezzo di listino e sulla manutenzione futura.

CERCHI DIAMANTATI E GOMME RIBASSATE: ESTETICA FRAGILE

I cerchi in lega diamantati attirano per l’effetto specchiato della lavorazione al tornio. Il guaio è che basta sfiorare un cordolo per rovinare la finitura con segni evidenti. Il ripristino costa fra 150 e 350 euro per singolo cerchio; la sostituzione, in caso di danno strutturale, può arrivare a 500-800 euro a seconda del diametro.

Discorso simile per le gomme a profilo ribassato (serie 35 o inferiore), spesso abbinate a cerchi da 19 o 20 pollici. La spalla ridotta dello pneumatico peggiora il comfort, aumenta la rumorosità e lascia il cerchio esposto a buche e dossi. Un treno di gomme a profilo ribassato tende ad avere un costo più alto rispetto a pneumatici con spalla più alta, soprattutto perché, di regola, entra in gioco una misura più grande e spesso una carcassa pensata per prestazioni superiori; inoltre, l’usura può risultare più rapida, con una spesa complessiva che cresce nel tempo in base a misura e marca.

A meno di un utilizzo sportivo reale, la combinazione cerchi grandi e gomme basse resta un investimento a perdere nella guida quotidiana.

TETTO PANORAMICO: FASCINO IN VETRO, PROBLEMI CONCRETI

Fra gli optional auto più desiderati, il tetto panoramico figura stabilmente nelle prime posizioni. A listino si trova fra 1.000 e 2.500 euro, con punte superiori sui SUV di segmento D ed E.

I dati tecnici, però, raccontano un’altra storia. Il vetro e il meccanismo di apertura aggiungono fra alcune decine di chilogrammi, con valori legati a dimensioni e progetto, alzano il baricentro e incidono, seppur marginalmente, sui consumi.

In estate, il calore trasmesso attraverso il cristallo costringe il climatizzatore a lavorare di più, soprattutto se l’auto resta ferma al sole e la tendina oscurante interna mitiga il problema solo in parte. Con il passare degli anni, guarnizioni e scarichi del tetto richiedono più attenzione, perché l’usura e la manutenzione insufficiente favoriscono infiltrazioni; inoltre, in caso di rottura del vetro, la sostituzione del gruppo tetto può diventare molto costosa, con importi che arrivano e superano i 2.000 euro in base al modello e agli interventi necessari.

HEAD-UP DISPLAY: UTILE IN TEORIA, MENO IN PRATICA

L’head-up display proietta velocità, indicazioni del navigatore e segnali stradali sul parabrezza. Deriva dall’aviazione militare e ha un fascino tecnologico innegabile, a fronte di un costo compreso fra 800 e 2.500 euro.

Nella guida reale, la strumentazione digitale e i comandi al volante già presenti sulla quasi totalità delle vetture attuali rendono la consultazione dei dati essenziali quasi istantanea.

Il display proiettato, inoltre, perde leggibilità con il sole forte o in condizioni di illuminazione artificiale intensa. Se il parabrezza si rompe, la sostituzione diventa più costosa, perché il vetro integra una struttura laminata dedicata che aiuta la proiezione a risultare nitida e priva di immagini doppie. 

IMPIANTO AUDIO PREMIUM: IL RUMORE VINCE SEMPRE

Pacchetti firmati Harman Kardon, Bose, Bang & Olufsen o Burmester: da 600 a oltre 4.000 euro. La differenza rispetto all’impianto di serie si sente, soprattutto nei bassi e nella definizione spaziale.

Il limite sta nell'ambiente. A 130 km/h su un’autostrada italiana, il rumore generato dal rotolamento e dall’aerodinamica copre le sfumature che dovrebbero giustificare il sovrapprezzo.

L’impianto audio di serie dei modelli recenti ha raggiunto uno standard già più che dignitoso: per la maggioranza degli automobilisti, la differenza percepita non vale la spesa.

SEDILI VENTILATI E MASSAGGIANTI: IL LUSSO DIMENTICATO

Sedili ventilati e sedili con funzione massaggio rientrano fra le voci più onerose dei pacchetti premium: da 1.500 a oltre 3.000 euro su Mercedes, BMW e Audi. La ventilazione offre sollievo nelle giornate più calde, ma il beneficio si riduce se la vettura ha già un climatizzatore automatico efficiente. Il massaggio produce un effetto gradevole nei primi minuti; la maggior parte degli utenti smette di utilizzarlo dopo poche settimane. Alla rivendita, la presenza di sedili massaggianti non sposta la quotazione dell'usato in modo apprezzabile.

TECNOLOGIA CHE INVECCHIA PRIMA DELL'AUTO

La navigazione integrata era un optional da 1.500-2.500 euro fino a poco tempo fa. Oggi la compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto, di serie su quasi tutti i modelli, rende le mappe dello smartphone più aggiornate e più reattive del sistema nativo. Il navigatore integrato perde valore già al primo anno.

Lo stesso vale per i sistemi di infotainment con assistenti vocali proprietari, store di app e servizi in abbonamento. Richiedono aggiornamenti costanti dal costruttore e rischiano di diventare obsoleti nel giro di tre-cinque anni. Le interfacce proprietarie, fra l'altro, sono quasi sempre meno intuitive di quelle degli smartphone di ultima generazione.

GUIDA SEMI-AUTONOMA: QUANTO SERVE IL PACCHETTO SUPERIORE?

I sistemi ADAS di base, ovvero la frenata automatica d’emergenza, mantenimento corsia, e riconoscimento segnali, sono obbligatori dal luglio 2024 su tutte le vetture nuove in Europa (regolamento GSR2). I costruttori propongono pacchetti superiori con cambio corsia semi-automatico, guida assistita in colonna e parcheggio da remoto, a un costo fra 1.500 e 3.500 euro.

L’utilità reale dipende dal tipo di percorso. Il cruise control adattivo con stop & go è già incluso nella dotazione base di molti modelli. Le funzioni avanzate funzionano bene solo su strade con segnaletica orizzontale ben tracciata e richiedono comunque attenzione costante, riducendo il vantaggio percepito.

IL PESO DEGLI OPTIONAL SULLA RIVENDITA

Un aspetto sottovalutato: il mercato dell’usato riconosce soltanto una frazione del prezzo pagato per le dotazioni extra. A tre anni dall'immatricolazione, un’auto con 5.000 euro di optional può recuperarne fra il 15 e il 25% in molte trattative, con variazioni legate a modello e domanda locale. Fanno eccezione il cambio automatico, i sedili in pelle integrale e gli ADAS avanzati su modelli che li propongono ancora a parte, insieme alle motorizzazioni ibride e alla trazione integrale.

La regola resta semplice: più un accessorio è legato al gusto personale, meno incide sulla quotazione di rivendita. Gli equipaggiamenti legati alla sicurezza e alla funzionalità conservano meglio il valore perché interessano anche all'acquirente dell'usato.

CONTROLLO FINALE PRIMA DELL'ORDINE

Prima di confermare un ordine, conviene stampare il riepilogo del configuratore e riesaminarlo lontano dallo schermo.

Su Quattroruote è possibile consultare il listino completo di ogni modello e verificare quali dotazioni rientrano già nell’equipaggiamento di serie.

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