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Uso e Manutenzione

Preparare l'auto per un lungo viaggio

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Partire per un lungo viaggio con l'auto impone una logica diversa dalla manutenzione ordinaria. In città, un difetto minore resta spesso irrilevante per settimane: una pressione leggermente bassa, una pastiglia consumata, una batteria che fatica negli avviamenti a freddo. Su un percorso autostradale di 800 chilometri, quei difetti possono diventare pericolosi.

Bisogna considerare, infatti, che il motore lavora a regimi prolungati, il climatizzatore non si spegne mai, il bagagliaio pieno modifica il comportamento del retrotreno. Ogni componente è sotto stress in modo continuativo, e ciò che funziona appena in condizioni normali rischia di cedere nel momento meno opportuno, spesso lontano da un'officina.

Verificare lo stato del veicolo prima della partenza riduce questa probabilità, con un investimento di tempo misurabile in ore, a fronte di conseguenze che si misurano in giornate.

Pneumatici: la pressione che spesso si dimentica

Tra tutti i controlli pre-viaggio, quello sugli pneumatici è il più rapido da eseguire e il più trascurato. La pressione va misurata a freddo, con la vettura ferma da almeno due ore o dopo un tragitto molto breve a bassa velocità: a caldo, la lettura può discostarsi dai valori di riferimento di circa 0,3 bar, quindi va interpretata con cautela. I valori corretti si trovano sull'etichetta del montante della portiera anteriore o nel manuale d'uso; cambiano anche in funzione del carico, e molti costruttori indicano pressioni differenziate tra avantreno e retrotreno quando il veicolo è a pieno carico.

Sul battistrada, il limite legale è 1,6 mm, ma in frenata su bagnato la differenza tra 3 mm e 1,6 mm è concreta e misurabile. Partire con gomme prossime al limite su un percorso che prevede pioggia è una valutazione che conviene fare in anticipo, in officina, piuttosto che sul ciglio dell'autostrada.

Da non trascurare la ruota di scorta: molti automobilisti la trovano sgonfia solo nel momento in cui ne hanno bisogno. Vale la pena controllarne la pressione prima di partire, insieme allo stato dei cerchi per eventuali ammaccature e all'assenza di oggetti conficcati nel battistrada delle gomme montate.

Sistema frenante e liquidi: dove i margini si assottigliano

Freni e liquidi sono l'area in cui i problemi si manifestano più tardi rispetto all'effettivo degrado.

Una pastiglia consumata non produce sintomi evidenti fino a pochi millimetri dalla soglia critica; un liquido freni degradato funziona normalmente finché le temperature salgono.

Su un viaggio lungo, tra discese ripetute e frenate a velocità autostradali, entrambe le situazioni possono incidere sulla risposta dell’auto e aumentare il margine di rischio.

Pastiglie, dischi e liquido freni

A 130 km/h gli spazi di arresto cambiano sensibilmente in base a pneumatici, fondo stradale, carico, efficienza dell'impianto frenante e tempo di reazione. Con pastiglie usurate o dischi deformati, quella misura cresce. Per questo il sistema frenante merita un'ispezione diretta, senza affidarsi alla spia sul cruscotto che segnala l'usura avanzata soltanto quando si è già oltre la soglia di sicurezza.

Lo spessore residuo delle pastiglie va misurato fisicamente: sotto i 3 mm, la sostituzione è necessaria prima della partenza. I dischi, se presentano solchi profondi o evidenti deformazioni termiche (riconoscibili da vibrazioni al pedale), richiedono rettifica o sostituzione. Il liquido freni è il terzo elemento: assorbe umidità nel tempo, e con un punto di ebollizione sceso sotto i 155 °C (condizione tipica di un DOT 4 non sostituito da due anni) espone al rischio di formazione di vapore nei circuiti durante frenate prolungate in discesa.

Olio motore e olio cambio

Il livello dell'olio motore si controlla con l'auto in piano e il motore freddo, leggendo l'astina tra MIN e MAX. Se si è a poche migliaia di chilometri dall'intervallo di sostituzione previsto dal costruttore, conviene anticipare l'intervento prima del viaggio piuttosto che farlo eseguire all'officina del posto. Lo stesso vale per il filtro olio.

Nei veicoli con trasmissione automatica, soprattutto oltre gli 80.000 km, la verifica dell’olio del cambio aiuta a preservare la fluidità degli innesti e la durata del sistema. Un cambio che scivola o risponde in ritardo su un percorso in salita non è un problema da gestire in viaggio.

Liquido di raffreddamento e servosterzo

Il liquido di raffreddamento protegge il motore sia dai picchi termici estivi sia dal gelo in quota. Il livello si controlla nel vaso di espansione; per verificare la concentrazione del glicole serve un rifrattometro, strumento comune in qualsiasi officina. La miscela corretta è in genere 50/50 acqua-glicole, sufficiente fino a circa -35 °C.

Sui veicoli con servosterzo idraulico, che sono ancora molti nel parco circolante italiano, il livello nel serbatoio dedicato merita un'occhiata rapida. Una pompa che lavora a secco produce prima rumorosità, poi danni.

Batteria: dopo quattro anni il controllo diventa opportuno

La batteria è il componente che cede in modo più imprevedibile. Funziona bene fino all'ultimo, poi d’improvviso non funziona più, spesso in condizioni di carico elevato: climatizzatore acceso, impianto audio, GPS, luci di marcia. Un accumulatore con capacità residua sotto il 60% del valore nominale può avviare il motore senza difficoltà al mattino e lasciare il veicolo fermo in un parcheggio nel pomeriggio.

I tester digitali per batterie al piombo misurano la capacità residua in CCA (Cold Cranking Amps) in pochi minuti e sono disponibili in qualsiasi officina o elettrauto. Se la batteria ha più di quattro anni, oppure se il veicolo mostra avviamenti lenti o irregolari, la verifica vale il tempo che richiede.

Nell'ispezione dell'impianto elettrico rientrano anche l'alternatore, verificando che il voltaggio di ricarica a motore caldo si mantenga tra 13,8 e 14,4 V, e tutte le luci: anabbaglianti, abbaglianti, fendinebbia, frecce, luci di emergenza, interni. Diversi paesi europei prevedono l'obbligo di trasportare un set di lampadine di ricambio; è utile informarsi prima di attraversare il confine.

Filtri, cinghia di distribuzione e tergicristalli

Il filtro aria motore intasato riduce l'efficienza della combustione e aumenta i consumi. La verifica è immediata: si apre la scatola filtro e si osserva. Per un veicolo che ha trascorso l'inverno su strade trattate con sale o graniglia o ha percorso tratti sterrati, la sostituzione è consigliata indipendentemente dal chilometraggio registrato.

La cinghia di distribuzione merita un discorso a parte. Se il veicolo si trova a 5.000-10.000 km dall'intervallo di sostituzione previsto dal costruttore, anticipare l'intervento prima di un lungo viaggio è una scelta razionale. Una cinghia rotta in autostrada non si risolve con un carro attrezzi: richiede la verifica dello stato delle valvole e, spesso, la ricostruzione del motore. Il costo preventivo è nell'ordine delle centinaia di euro; quello correttivo può superare i tremila.

Le spazzole del tergicristallo si verificano in trenta secondi: basta azionarle sul parabrezza bagnato. Se lasciano aloni o strisciate irregolari, vanno sostituite prima di affrontare un tratto di montagna sotto la pioggia.

Climatizzatore e filtro abitacolo

Su un viaggio estivo, il climatizzatore lavora ininterrottamente per ore. Un impianto che stenta a raffreddare, che produce odori sgradevoli o che attiva il compressore in modo irregolare segnala un calo del gas refrigerante o un problema al circuito. La verifica e la ricarica vanno eseguite in officina, con strumentazione specifica.

Il filtro abitacolo, detto anche filtro antipolline, andrebbe sostituito almeno una volta all'anno o ogni 15.000 km. Un filtro saturo riduce la portata d'aria verso il parabrezza e compromette la deumidificazione interna: con umidità elevata e temperatura esterna variabile, il parabrezza si appanna con frequenza, e la visibilità diminuisce in modo rapido.

Dotazioni di bordo: l'obbligo e il buon senso

La normativa italiana prevede l'obbligo di trasportare a bordo il triangolo di emergenza e il giubbotto catarifrangente. Per chi viaggia all'estero, le dotazioni obbligatorie cambiano da paese a paese: alcuni richiedono un estintore omologato, altri un kit di pronto soccorso, altri ancora catene o pneumatici invernali per determinati periodi dell'anno. Le informazioni aggiornate sono disponibili sul sito dell'ACI o dei corrispondenti enti europei.

Al di là degli obblighi, i materiali che vale la pena avere a bordo su un lungo percorso:

  • cric, chiave per dadi e ruota di scorta (o kit gonfiabile di riparazione pneumatici);
  • cavi per avviamento di emergenza o booster portatile al litio;
  • set di lampadine di ricambio e fusibili;
  • liquido refrigerante e olio motore in confezioni sigillate;
  • telefono carico con GPS attivo e numeri salvati del soccorso stradale ACI o del servizio di assistenza dell'assicurazione.

Lista di controllo nelle 48 ore prima della partenza

Concentrare le verifiche nelle 24-48 ore precedenti la partenza permette di risolvere eventuali problemi senza fretta. La sequenza consigliata:

  • pressione pneumatici a freddo, inclusa la ruota di scorta;
  • livello olio motore, liquido freni, liquido di raffreddamento, liquido tergicristallo;
  • stato visivo di pastiglie e dischi;
  • funzionamento di tutte le luci;
  • verifica della batteria (età e capacità residua);
  • controllo delle dotazioni obbligatorie di bordo;
  • validità dei documenti: carta di circolazione, assicurazione, patente.

Un'officina di fiducia esegue un controllo pre-viaggio completo in meno di due ore. Molte reti di assistenza autorizzata propongono pacchetti stagionali che includono proprio questi interventi, a costi contenuti. Due ore in officina valgono più di un'attesa in piena estate sul bordo dell'autostrada.

Perché controllare l’auto prima di mettersi in viaggio

Le indicazioni ACI sui controlli estivi richiamano in particolare pneumatici, batteria, freni e sistema di raffreddamento, tutti elementi sollecitati nelle lunghe percorrenze e con temperature elevate. Una verifica eseguita prima della partenza permette di intercettare buona parte dei problemi più frequenti.

Il cruscotto moderno segnala anomalie già in atto, non le previene. Le spie si accendono quando il problema esiste già: olio sotto pressione, surriscaldamento in corso, pastiglia a fine vita. Affidarsi soltanto alle segnalazioni elettroniche per valutare lo stato di un veicolo prima di un viaggio impegnativo equivale ad aspettare che qualcosa si rompa per scoprire che andava controllato.

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