Come si usa il kit di riparazione delle gomme

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Con l’aumentare della dimensione media dei pneumatici (e del loro peso), sempre più persone preferiscono chiamare il carroattrezzi pur di evitare lo smontaggio della ruota forata. Esiste però un’altra possibilità: l’uso dei kit di riparazione, che sono sempre più diffusi sulle auto moderne tanto che, su molti modelli, chi desidera la ruota di scorta (o il ruotino) deve pagarsela a parte. Come sono fatti questi kit? Sono in genere composti da un piccolo compressore, funzionante a 12 volt attraverso la presa dell’accendisigari e da un flacone di liquido sigillante. Per riparare la ruota, l’automobilista collega il tubo di gonfiaggio alla valvola, aziona il compressore che, automaticamente, immetta aria mista a sigillante, che si sparge all’interno di tutta la superficie turando la falla. Dopo aver percorso qualche chilometro ad andatura moderata per permettere al mastice di spargersi bene, è tuttavia necessario fermarsi e ripristinare la pressione.

Pregi e difetti. Il kit di riparazione è di solito funzionale e l’utilizzo alla portata di tutti. Certo, non bisogna pretendere di poter ripristinare una gomma con uno squarcio: va bene solo quando il classico chiodo o una vite si conficcano nella parte centrale del battistrada. E, cosa importante, l’intervento è solo di emergenza, serve cioè a raggiungere il gommista più vicino. Dopo ogni intervento, inoltre, va sostituito il flacone di sigillante (che, tra l’altro, ha anche una scadenza). In commercio si trovano anche delle bombolette di lattice spray che hanno la stessa funzione senza l’ausilio del compressore, ma se si fallisce il primo colpo poi non si ha più la possibilità di gonfiare il pneumatico. Il costo di un kit di riparazione (compressore e sigillante) varia da circa 30 euro a un massimo di 70: dipende dalla qualità del piccolo compressore.

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