L’assegno circolare è da anni uno dei metodi di pagamento più utilizzati nella compravendita di auto usate tra privati. Viene spesso percepito come una soluzione sicura, perché emesso direttamente dalla banca e coperto da fondi già depositati. Ma è davvero così?
Quando si parla di assegno circolare auto usata, i rischi per il compratore sono tutt’altro che rari. Le cronache raccontano di truffe con circolari falsi o clonati, passaggi di proprietà non conclusi e somme di denaro difficili poi da recuperare.
Vediamo in questo articolo, perché si usa l’assegno circolare, quali sono i rischi reali e soprattutto come pagare un’auto usata in sicurezza.
L’assegno circolare è un titolo di credito emesso da una banca su richiesta del cliente. Per ottenerlo, l’ordinante deve versare o avere già disponibile sul conto corrente l’intero importo indicato.
Rispetto all’assegno bancario tradizionale, presenta un vantaggio evidente: la copertura della somma è garantita. Questo lo rende, sulla carta, uno strumento affidabile per pagamenti importanti come quello di un veicolo usato.
Non a caso anche molti venditori chiedono espressamente il pagamento dell’auto usata con assegno circolare, ritenendolo più sicuro rispetto al contante o al bonifico.
Nonostante la garanzia bancaria, l’assegno circolare non è immune da problemi o da rischio frodi. Anzi, alcune delle truffe più sofisticate nella compravendita auto sfruttano proprio questo strumento ai danni dell’acquirente.
Il rischio più insidioso è quello dell’assegno circolare clonato. In molte truffe, il compratore viene indotto a inviare una foto dell’assegno al venditore per permettere a quest’ultimo la verifica nonché per velocizzare la pratica.
In realtà, dietro la richiesta si cela una truffa in quanto da quell’immagine può nascere un clone quasi indistinguibile dall’originale. Il truffatore incassa l’importo e sparisce, mentre l’auto non viene mai consegnata.
Come chiarito anche dall’arbitrato bancario e finanziario (ABF), un comportamento imprudente dell’acquirente (come l’invio di una fotografia dell’assegno circolare al venditore) può ridurre o addirittura azzerare le possibilità di rimborso da parte della banca.
Un altro aspetto critico riguarda i tempi di verifica e disponibilità delle somme per l’accredito della liquidità tramite assegno circolare infatti, sono necessari fino a cinque giorni lavorativi.
Il venditore potrebbe insistere nel voler attendere il deposito liquido della somma prima di procedere al passaggio di proprietà. In realtà questa è una scusa, perché passati i cinque giorni lavorativi e incassata la liquidità si potrebbe poi rifiutare di procedere al passaggio di proprietà, oppure dileguarsi e mai consegnare il veicolo.
Altro rischio per l’acquirente è legato alla possibilità che la vendita salti dopo la consegna dell’assegno, ad esempio per vizi dell’auto o documenti non conformi. In questo caso recuperare l’importo di un circolare può diventare lungo e complicato, soprattutto se il titolo è già stato presentato all’incasso alla banca del venditore.
Uno dei momenti più delicati riguarda la gestione simultanea di assegno circolare non trasferibile, consegna del veicolo e passaggio di proprietà.
In alcuni casi, il venditore potrebbe anche richiedere il circolare alcuni giorni prima, per consegnare il veicolo e procedere al passaggio di proprietà solamente passati i cinque giorni lavorativi necessari per l’accredito della liquidità sul suo conto corrente.
Questo stallo è terreno fertile per errori, pressioni indebite e soprattutto per portare a compimento vere e proprie truffe.
Molti si chiedono se il bonifico sia un’alternativa più sicura. In realtà, anche il bonifico presenta rischi, soprattutto se l’istantaneo è disposto prima del passaggio di proprietà.
Una volta eseguito il pagamento è infatti difficilmente reversibile (irreversibile se si utilizza lo strumento del bonifico istantaneo) e non garantisce alcuna tutela se la controparte non rispetta gli accordi.
In sintesi, né assegno circolare né bonifico bancario offrono una protezione completa nella compravendita tra privati, in grado di tutelare ambedue le parti.
La maggior parte delle truffe e dei raggiri che colpiscono il mercato della compravendita di auto usate, soprattutto tra privati, avvengono proprio nella delicata fase di pagamento, nota per il classico empasse che si crea:
Nessun metodo di pagamento tradizionale (ne parliamo qui) - come bonifici istantanei, tradizionali oppure assegni circolari o contanti - riesce a risolvere questa delicata fase. L’unica soluzione è quella di affidarsi ad una piattaforma di deposito a garanzia, detto anche escrow, infatti in questo modo:
Il funzionamento di una piattaforma di deposito a garanzia è davvero semplice:
In Italia, questa soluzione è offerta dalla piattaforma di deposito a garanzia Owny (Owny.it) specifica per veicoli.
Owny, per garantire la massima tutela ad ambedue le parti, effettua controlli documentali dedicati tramite database ACI/PRA per verificare la corretta intestazione del veicolo all’acquirente, prima di rilasciare il denaro al venditore.
Il servizio può essere attivato sia tramite il sito ufficiale, quindi online, sia in presenza fisica tramite la rete di Agenzie di Pratiche Auto partner disponibili in tutto il territorio nazionale.
Se la controparte diffida dall’utilizzo di un sistema così sicuro potrebbe essere un chiaro segnale d’allarme, meglio non rischiare e passare al prossimo acquirente o venditore.
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