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Come acquistare un’auto usata in co-proprietà

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COSA SIGNIFICA ACQUISTARE UN'AUTO USATA IN CO-PROPRIETA'

Acquistare un'auto usata con due o più intestatari - o, più propriamente, cointestarla - significa registrare il veicolo a nome di due o più persone fisiche, i cui dati compaiono entrambi nel DU, il documento che ha sostituito il vecchio libretto e il certificato di proprietà cartaceo e digitale. Tutti i cointestatari diventano contitolari del bene, in quote che possono essere uguali (tipicamente 50-50) o diverse, se così pattuito al momento dell'atto di vendita.

Dal punto di vista giuridico la cointestazione comporta una conseguenza precisa: i comproprietari sono responsabili in solido per tutte le obbligazioni legate al veicolo. In pratica, multe, bollo, sanzioni e debiti possono essere richiesti a uno qualsiasi dei contitolari per l'intero importo, indipendentemente dalla quota posseduta. È la prima cosa da mettere in chiaro prima di firmare. 

QUANDO PUO' CONVENIRE COMPRARE UN'AUTO USATA ASSIEME

Le ragioni per acquistare un'auto in co-proprietà sono cresciute negli ultimi anni. L'idea di base è semplice: dividere un costo importante - e tutte le spese ricorrenti che ne derivano - tra due o più persone che useranno il veicolo in modo complementare.

Non è una scelta adatta a tutti i contesti, ma in alcuni casi può essere particolarmente sensata.

Acquisto tra familiari

Comprare l’auto con un familiare è la situazione più frequente. Genitore e figlio appena patentato, due fratelli che vivono ancora sotto lo stesso tetto, una coppia di anziani che condivide l'utilizzo dell'auto: in tutti questi casi la cointestazione consente di ottimizzare i costi e, soprattutto nel caso tra genitore e figlio, di sfruttare in alcuni casi la classe di merito assicurativa più favorevole grazie alla normativa RCA familiare, che ha assorbito i benefici della precedente Legge Bersani.

Acquisto tra partner o conviventi

Per le coppie non sposate, o per i conviventi che gestiscono insieme le spese quotidiane, la scelta di un’auto usata in comproprietà è spesso il primo bene mobile registrato in comune. Permette di dividere a metà l'esborso iniziale e di intestare la polizza assicurativa a entrambi.

Attenzione, però, alle conseguenze in caso di separazione: senza un'auto cointestata in modo regolare e con accordi scritti, lo scioglimento del rapporto può diventare complicato proprio sul piano patrimoniale.

Acquisto tra amici o colleghi

È lo scenario emergente, e quello che apre le porte alle nuove forme di proprietà condivisa. Due o più amici che percorrono lo stesso tragitto casa-lavoro, colleghi che desiderano una seconda auto per il weekend, oppure appassionati che vogliono permettersi un modello sopra le proprie possibilità individuali dividendone i costi: tutte situazioni in cui la cointestazione, se ben regolata, può funzionare. Qui più che altrove gli accordi scritti tra le parti diventano essenziali.

Auto condivisa per uso familiare

Comprare un’auto con un familiare è la situazione più frequente soprattutto con nuclei familiari allargati: una seconda auto comprata e mantenuta a quote uguali da fratelli e sorelle adulti per servire l'intera famiglia (figli universitari, genitori anziani, esigenze saltuarie). La logica è quella della massima efficienza d'uso a fronte di un veicolo che resterebbe altrimenti fermo per gran parte del tempo.

COME ACQUISTARE UN'AUTO IN CO-PROPRIETA' PASSO DOPO PASSO

La procedura per cointestare un'auto usata al momento dell'acquisto è ben definita, ma richiede attenzione perché le scelte fatte oggi vincoleranno i rapporti tra i comproprietari negli anni successivi. Vediamole con ordine.

Definire accordi, quote e uso del veicolo

Prima ancora di scegliere l'auto, i futuri comproprietari devono mettere nero su bianco alcuni punti fondamentali: in quali quote acquistare il veicolo (50-50, 60-40 o altre proporzioni - attenzione: all’interno del libretto di circolazione o Documento Unico tale suddivisione di quote non verrà riportata,  pertanto in caso di quote non paritetiche solo una scrittura privata tra le parti potrà tenere traccia della reale quota di proprietà, utile per l'equa ripartizione dell'incasso in fase di rivendita del veicolo), come dividere le spese fisse (assicurazione, bollo, manutenzione ordinaria, eventuale finanziamento) e quelle variabili (carburante, lavaggi, gomme) in proporzione alle quote possedute o all’utilizzo che ne viene fatto (logica “pay per use”), chi e quando può utilizzare l'auto, cosa fare se uno dei due vuole uscire dalla comproprietà. Si tratta di accordi che, pur non avendo valore di atto pubblico, costituiscono una garanzia fondamentale per evitare incomprensioni successive.

Verificare documenti e stato dell'auto

Quando l'auto è usata, la verifica dei documenti diventa cruciale: un controllo incompleto può tradursi in un costo che, una volta cointestato il veicolo, ricadrà su entrambi i nuovi proprietari.

Bisogna controllare il Documento Unico (o, per auto più datate, libretto e certificato di proprietà originali), verificare l'assenza di fermi amministrativi e ipoteche tramite visura PRA, richiedere lo storico dei tagliandi, lo stato della revisione, l'integrità meccanica e strutturale. Una perizia pre-acquisto, soprattutto su modelli premium o di una certa età, è un investimento minimo che può evitare grossi guai.

Indicare tutti gli acquirenti nell'atto di vendita

Nel contratto di compravendita devono comparire i dati anagrafici completi di tutti gli acquirenti (nome, cognome, codice fiscale, residenza, documento di identità), insieme all'indicazione delle quote di proprietà se diverse dalla ripartizione paritaria. È il momento in cui la cointestazione diventa ufficialmente operativa, e su cui si baseranno tutti gli atti successivi.

Registrare il passaggio di proprietà

Il passaggio di proprietà deve essere trascritto entro 60 giorni dall'autenticazione della firma sull'atto di vendita, presso uno Sportello Telematico dell'Automobilista (STA): possono essere uffici della Motorizzazione, del PRA o Agenzie di Pratiche Auto. Tutti i nuovi comproprietari devono presentarsi (o farsi rappresentare con delega) per firmare e completare la pratica.

Il mancato rispetto dei 60 giorni comporta sanzioni amministrative.

Aggiornare Documento Unico o carta di circolazione

Al termine della pratica viene rilasciato il nuovo Documento Unico con i nomi di tutti i contitolari del veicolo. Per le auto più datate che ancora dispongono del vecchio libretto e del certificato cartaceo, viene comunque emesso il nuovo DU, che sostituisce definitivamente i documenti precedenti.

Da quel momento, l'auto è ufficialmente cointestata e tutti i comproprietari sono responsabili in solido per ogni adempimento.

DOCUMENTI NECESSARI PER L'ACQUISTO IN CO-PROPRIETA'

I documenti richiesti per cointestare un'auto usata al momento del passaggio di proprietà sono in larga parte quelli previsti per qualsiasi compravendita, ma vanno predisposti per tutti gli acquirenti.

  • Atto di vendita con firma autenticata del venditore (in bollo), che riporti i dati di tutti gli acquirenti e l'eventuale ripartizione delle quote;
  • Documento Unico di Circolazione e Proprietà del veicolo o, per le auto più datate, carta di circolazione e certificato di proprietà originali;
  • Documento di identità valido di venditore e di tutti gli acquirenti;
  • Codice fiscale o tessera sanitaria di tutti i nuovi comproprietari e del venditore;
  • Ricevute dei pagamenti relativi a IPT, emolumenti ACI, diritti Motorizzazione e imposta di bollo;
  • Modulo di istanza unificata (TT2120), disponibile presso lo Sportello Telematico dell'Automobilista o sul portale ACI.

COSTI DA CONSIDERARE

Il costo del passaggio di proprietà nel 2026 non cambia se l'auto viene cointestata: i contitolari pagano un'unica pratica, non una a testa.

Le voci fisse (emolumenti ACI, diritti di motorizzazione, imposte di bollo, autentica) ammontano a circa 101 euro. A queste si aggiunge l'Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT), variabile in base alla potenza del veicolo e alla provincia di residenza: per le auto fino a 53 kW l'imposta è fissa a 150,81 euro, oltre questa soglia si calcola con 3,51 euro per ogni kW eccedente, con possibili maggiorazioni provinciali fino al 30%.

Se ci si affida a un'Agenzia di Pratiche Auto, vanno aggiunti i relativi compensi per il servizio.

Dal momento successivo al passaggio di proprietà in favore degli acquirenti le spese ricorrenti (bollo, assicurazione, manutenzione) andranno suddivise secondo gli accordi presi tra i comproprietari.

COME GESTIRE IL PAGAMENTO DELL'AUTO E IL PASSAGGIO DI PROPRIETA' IN SICUREZZA

Quando si è intenzionati ad acquistare auto usata in co-proprietà, soprattutto se l’acquisto avviene tra privati, è bene porre la massima attenzione a truffe e raggiri, soprattutto all’interno della delicata fase di pagamento, ancora più rischiosa se il veicolo verrà cointestato, a causa della tipica fase di stallo in cui:

  • L’acquirente, o gli acquirenti, vogliono pagare quando hanno il veicolo intestato. Ma se poi non pagano?
  • Il venditore vuole il saldo prima di firmare il passaggio di proprietà. Ma se poi non firma o non consegna l’auto o la stessa è soggetta a sequestri, vincoli o gravami?

Inoltre, parlando di cointestazione, potrebbe sorgere un ulteriore problema:

  • L’acquirente che diventerà il primo intestatario del veicolo potrebbe richiedere agli altri di versare a lui la somma pattuita per il veicolo, e poi non procedere al passaggio di proprietà, e quindi all’acquisto del veicolo, ma darsi alla Macchia con il denaro incassato

Purtroppo, nessun metodo di pagamento classico (ne parliamo qui) - come bonifici tradizionali o istantanei, assegni circolari o contanti - è davvero in grado di tutelare tutte le parti coinvolte, l’unica soluzione davvero sicura è quella di affidarsi ad una piattaforma di deposito a garanzia, detto anche escrow, solo in questo modo infatti:

  • L’acquirente, o gli acquirenti, hanno la certezza che il loro denaro resta depositato presso la piattaforma e protetto. Verrà inoltrato al venditore solamente quando loro saranno gli intestatari del veicolo;
  • Il venditore ha la certezza che il denaro è presente, nonché di riceverlo una volta intestato il veicolo all’acquirente oppure agli acquirenti cointestatari.

Il funzionamento di una piattaforma di deposito a garanzia è davvero semplice:

  • L’acquirente, o gli acquirenti, e il venditore si registrano;
  • Il compratore, o i compratori, depositano il denaro;
  • Ottenuta notifica di corretto deposito, si procede al passaggio di proprietà;
  • Una volta intestato il veicolo all’acquirente, o agli acquirenti, il denaro viene erogato al venditore.

In Italia, questa soluzione è offerta dalla piattaforma escrow Owny (Owny.it), nata appositamente per tutelare il pagamento nelle compravendite di veicoli.

Owny, per garantire la massima tutela a tutte le parti coinvolte, per ogni operazione effettua controlli documentali dedicati tramite database ufficiali ACI/PRA, al fine di verificare la corretta intestazione del veicolo all’acquirente, o agli acquirenti, e solo a seguito di ciò, inoltrare il denaro al venditore.

Il servizio può essere attivato sia in autonomia, online al sito ufficiale, ma ne può essere richiesta l’attivazione anche alla rete di Agenzie di Pratiche Auto partner presenti in tutto il territorio nazionale.

Se la controparte diffida dall’utilizzo di un sistema così sicuro è bene prestare la massima attenzione, questo potrebbe infatti essere un chiaro segnale d’allarme.

ASSICURAZIONE DI UN'AUTO USATA IN CO-PROPRIETA'

Sul fronte assicurativo, la cointestazione produce effetti specifici.

La polizza RCA, obbligatoria, deve essere intestata a tutti i proprietari del veicolo: la compagnia, in caso di sinistro o di liquidazione del danno, potrà richiedere la firma o l'autorizzazione di tutti i cointestatari per procedere. Le polizze accessorie (Furto e Incendio, Kasko, Cristalli) seguono la stessa logica.

Un aspetto da valutare con cura è la classe di merito per l’RCA.

Quando si cointesta un'auto, la compagnia di assicurazione per calcolare il premio parte dalla classe 14 e considera il profilo di rischio (età, città di residenza, ecc.) del primo intestatario dell’auto così come risulta dal DU. Esistono casi in cui la cointestazione consente invece di estendere la classe più favorevole (tipicamente nel rapporto genitore-figlio grazie alla normativa RCA familiare), ma la convenienza va verificata caso per caso. Conviene sempre chiedere più preventivi prima di formalizzare l'acquisto.

RESPONSABILITA' DEI COMPROPRIETARI

Il principio della responsabilità solidale è il vero spartiacque tra una cointestazione serena e una problematica. Tutti i contitolari rispondono insieme - e ciascuno per intero - delle obbligazioni che derivano dalla proprietà del veicolo.

Multe e sanzioni

Per le contravvenzioni rilevate senza contestazione immediata (autovelox, telecamere ZTL, fototrappole), il verbale deve essere notificato entro 90 giorni e arriva all'indirizzo del primo intestatario: questo è un aspetto da conoscere e definire in fase di registrazione del passaggio di proprietà. Tutti i cointestatari sono obbligati in solido al pagamento, ai sensi dell'articolo 201 del Codice della Strada. Se la sanzione prevede anche la decurtazione di punti dalla patente, è obbligatorio comunicare entro 30 giorni il nome del conducente al momento dell'infrazione: in assenza di comunicazione, scatta una multa aggiuntiva (l'articolo 126-bis CdS prevede una sanzione amministrativa nello scaglione delle infrazioni più rilevanti).

Bollo auto

Il bollo, tassa di proprietà di competenza regionale, è dovuto dal primo cointestatario il quale potrà poi richiedere agli altri cointestatari la quota di competenza.

Conviene quindi definire fin da subito chi è il primo cointestatario in quanto dovrà poi materialmente versare il tributo e come viene ricalcolato il contributo degli altri comproprietari.

Incidenti e sinistri

In caso di incidente con responsabilità del conducente cointestatario, le conseguenze ricadono sulla polizza assicurativa, la classe di merito viene aggiornata in peggio, con effetti sul premio futuro per tutti i contitolari. Per questo è importante chiarire fin dall'inizio chi guida abitualmente e con quale stile, e valutare eventuali clausole che possano tutelare entrambi.

Manutenzione e spese ordinarie

Tagliandi, pneumatici, riparazioni, lavaggi: tutto ciò che riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria è una spesa che, in assenza di accordi diversi ad esempio una logica pay per use (es. pago in base ai chilometri fatti su base annua), segue le quote di proprietà. È buona norma tenere traccia di tutte le spese sostenute (un foglio elettronico condiviso o una semplice app vanno benissimo) per evitare contestazioni successive sul reale contributo di ciascuno.

ACCORDI TRA COMPROPRIETARI: COSA METTERE PER ISCRITTO

Un'auto cointestata è un bene mobile registrato, e come tale può generare controversie. Per regolare al meglio la proprietà condivisa di un’auto usata, ed evitare che i buoni rapporti di partenza si deteriorino, conviene formalizzare per iscritto alcuni punti fondamentali, idealmente con una scrittura privata firmata da tutte le parti.

  • Quote di proprietà e modalità di ripartizione delle spese fisse e variabili,
  • Calendario d'uso e priorità: chi usa l'auto, quando, per quali tragitti, e come si gestiscono eventuali sovrapposizioni,
  • Procedura in caso di danneggiamento o sinistro per colpa del singolo conducente: chi paga le franchigie, chi sostiene gli aumenti di premio;
  • Modalità di uscita dalla comproprietà: diritto di prelazione del comproprietario, criteri di valutazione del veicolo, tempi di preavviso;
  • Eventuali figure di mediazione (un terzo di fiducia, un amico comune) da coinvolgere in caso di disaccordo prima di adire le vie legali.

Si tratta di un documento privato, senza valore di atto pubblico, ma perfettamente utile come prova in caso di contenzioso. Per cifre o configurazioni più rilevanti (auto di valore elevato, gruppi di tre o più comproprietari, finanziamento condiviso), è consigliabile far redigere l'accordo a un avvocato o autenticarlo presso un notaio.

COME VENDERE O TOGLIERE UN COMPROPRIETARIO DALL'AUTO

Il momento della vendita o dell'uscita di uno dei contitolari è quello che richiede maggior chiarezza giuridica. Per vendere l'auto cointestata a un terzo è necessario il consenso di tutti i comproprietari: senza l'accordo unanime, la pratica non può essere conclusa. La stessa regola vale per la rottamazione e per la radiazione del veicolo.

Quando invece uno dei due vuole semplicemente uscire dalla comproprietà - magari cedendo la propria quota all'altro - si procede con un passaggio di proprietà: una pratica analoga al passaggio completo, ma limitata alla cessione della sola quota. Comporta gli stessi adempimenti (atto di vendita autenticato, IPT, aggiornamento del Documento Unico) e ha costi non irrilevanti. Per evitare brutte sorprese, è bene aver già fissato i criteri di valutazione del veicolo in caso di uscita di uno dei comproprietari nell'accordo privato iniziale.

PRO E CONTRO DELL'ACQUISTO DI CO-PROPRIETA'

La cointestazione di un'auto usata non è una scelta neutra: ha vantaggi concreti, ma anche svantaggi che vanno conosciuti in anticipo. Ecco un bilancio sintetico.

Vantaggi

  • Divisione dei costi di acquisto, gestione e manutenzione: il vantaggio economico immediato e più evidente;
  • Possibilità, in alcuni casi (in particolare nei rapporti familiari), di accedere a classi di merito assicurative più favorevoli;
  • Ottimizzazione dell'uso del veicolo, soprattutto quando i comproprietari hanno esigenze orarie o di percorso complementari;
  • Accesso a vetture di segmento superiore rispetto a quello che il singolo potrebbe permettersi individualmente. È il vero punto di forza quando si guarda alle auto sportive o premium di seconda mano.

Svantaggi

  • Responsabilità solidale per tutte le obbligazioni: multe, bollo, debiti, sinistri;
  • Vincolo del consenso unanime per ogni atto rilevante (vendita, radiazione, modifiche al DU);
  • Possibili complicazioni in caso di decesso di uno dei contitolari: la quota del defunto rientra nell'asse ereditario e segue le norme sulla successione;
  • Necessità di mantenere una comunicazione costante e trasparente sulle spese e sull'uso del veicolo nel tempo.

Quando è meglio evitarlo

La co-proprietà non è la soluzione giusta quando le parti hanno orari completamente sovrapposti, quando esiste una differenza marcata negli stili di guida o nella tolleranza al rischio, quando i rapporti personali sono incerti, o quando uno dei contitolari ha una situazione patrimoniale a rischio (pignoramenti, debiti rilevanti) che potrebbe trascinarsi sul veicolo. In tutti questi casi, conviene riflettere con attenzione.

OLTRE LA COINTESTAZIONE TRA PRIVATI: LE PIATTAFORME DI ACQUISTO CONDIVISO

Se la co-proprietà tra familiari o partner risponde a una logica economica e quotidiana, l'acquisto condiviso tra appassionati segue una logica diversa: permettersi un'auto sportiva o di lusso che, da soli, sarebbe difficile o irragionevole gestire. È in questo spazio che, negli ultimi anni, si sono sviluppate piattaforme specializzate - come MorpheusClub (www.morpheusclub.net) - che mettono in contatto appassionati con interessi affini, strutturano un quadro contrattuale chiaro tra i comproprietari, definiscono il calendario d'uso, gestiscono manutenzione e logistica del veicolo. È un modello che applica al mondo delle auto sportive una logica già consolidata nel settore aeronautico, nautico ed immobiliare, e che rappresenta un'alternativa strutturata alla classica cointestazione tra privati quando si parla di vetture di un certo valore.

DOMANDE FREQUENTI

Si può cointestare un'auto usata già acquistata?

Sì, ma occorre effettuare un passaggio di proprietà completo: in pratica si cede una quota del veicolo al nuovo cointestatario, con un atto di vendita autenticato, il versamento dell’intera IPT, e l'aggiornamento del Documento Unico.

In quante persone si può cointestare un'auto?

Non c'è un limite normativo stringente al numero di comproprietari, ma nella pratica la cointestazione si limita a due o, più raramente, tre persone. Oltre questo numero la gestione diventa complessa, soprattutto sotto il profilo del consenso unanime richiesto per gli atti più rilevanti.

Le quote possono essere diverse dal 50-50?

Sì. Le quote di proprietà possono essere stabilite liberamente al momento dell'atto di vendita (60-40, 70-30 e così via), ma questa resta una mera scrittura privata tra i cointestatari. La ripartizione si riflette sulla suddivisione del valore in caso di vendita o di uscita di uno dei contitolari, ma non sulla responsabilità solidale, che resta piena per tutti. Inoltre è bene sapere che all’interno del libretto di circolazione (DU) non vi sarà alcuna specifica della suddivisione percentuale delle quote del veicolo, pertanto tutti gli intestatari risultano proprietari paritetici.

Cosa succede in caso di decesso di un comproprietario?

La quota del defunto rientra nell'asse ereditario e segue le norme sulla successione: gli eredi diventano contitolari del veicolo insieme al comproprietario superstite. La situazione può complicarsi se gli eredi non vogliono mantenere la proprietà; in questi casi è bene rivolgersi a un'Agenzia di Pratiche Auto o a un professionista specializzato.

Una multa cointestata pesa sulla patente di entrambi?

I punti vengono decurtati solo a chi effettivamente guidava al momento dell'infrazione. Per questo è obbligatorio comunicare alle Forze dell'ordine, entro 30 giorni dalla notifica del verbale, il nome del conducente. In assenza di comunicazione, scatta una sanzione amministrativa aggiuntiva a carico del proprietario.

L'auto cointestata incide sull'ISEE?

Sì, la quota di proprietà di un veicolo registrato concorre al patrimonio mobiliare del nucleo familiare ai fini ISEE. Per situazioni in cui la cointestazione coinvolge persone di nuclei familiari diversi, è opportuno confrontarsi con un commercialista per valutare gli effetti sulla dichiarazione.

Come pagare in sicurezza un’auto che verrà cointestata?

Il pagamento è la fase più delicata, nonché quella più soggetta a truffe e raggiri, infatti nessun metodo di pagamento tradizionale riesce a tutelare ambedue le parti, vedendo quindi obbligatoriamente l’esposizione dell’una o dell’altra.

L’unica soluzione davvero sicura, in grado di tutelare sia l’acquirente, o gli acquirenti, e il venditore è quello di affidarsi ad una piattaforma di deposito a garanzia, come Owny (Owny.it)

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