L’acquisto di un’auto usata può rappresentare un’ottima opportunità per risparmiare, ma richiede attenzione. Tra le frodi più diffuse e difficili da individuare c’è la manomissione del contachilometri, una pratica che consiste nel ridurre artificialmente i chilometri percorsi dal veicolo per aumentarne il valore di mercato.
Nonostante la crescente digitalizzazione delle automobili e dei sistemi di manutenzione, il fenomeno continua a interessare migliaia di veicoli ogni anno, coinvolgendo non solo modelli datati ma anche auto relativamente recenti, comprese ibride ed elettriche.
Il numero di chilometri percorsi rappresenta uno degli elementi più rilevanti nella valutazione di un’auto usata.
A parità di età, allestimento e condizioni generali, un veicolo con 80.000 km avrà normalmente una quotazione superiore rispetto a uno che ne ha percorsi 180.000.
Il chilometraggio influisce infatti su
Una riduzione artificiale dei chilometri può quindi comportare un danno economico significativo per l’acquirente.
Il mercato dell’usato in Italia continua a essere estremamente dinamico. Ogni anno vengono effettuati milioni di passaggi di proprietà e il numero di vetture usate vendute supera ampiamente quello delle immatricolazioni di auto nuove.
In questo contesto, le frodi sul chilometraggio rappresentano ancora un problema concreto. Diverse analisi europee indicano come la manipolazione del contachilometri sia più frequente nelle compravendite transfrontaliere rispetto a quelle nazionali.
Le vetture diesel risultano storicamente più esposte al fenomeno, essendo utilizzate per percorrenze elevate, ma nessuna alimentazione può considerarsi completamente immune.
Quando si parla di auto usate, il chilometraggio dichiarato continua a essere uno dei principali fattori che determinano il valore del veicolo.
Secondo i dati UNRAE, nel 2025 in Italia sono stati registrati oltre 5,59 milioni di trasferimenti di proprietà, con un rapporto di circa 2,1 auto usate per ogni nuova immatricolazione. Un volume che conferma il peso centrale del mercato dell’usato e la necessità di controlli accurati prima dell’acquisto.
In questo contesto si inserisce una ricerca di carVertical, società specializzata nell’analisi della storia dei veicoli attraverso database internazionali.
Lo studio, basato sui report elaborati tra gennaio 2024 e marzo 2026, evidenzia che in Italia:
I diesel risultano quindi i più colpiti, con una media di 73.459 km sottratti, una differenza che può incidere in modo significativo sulla valutazione del veicolo.
Conoscere il reale chilometraggio di un’auto usata non serve soltanto a determinarne il corretto valore commerciale. È un dato fondamentale anche per impostare in modo corretto la manutenzione futura del veicolo.
Se i chilometri indicati non corrispondono a quelli effettivamente percorsi, il nuovo proprietario potrebbe rimandare interventi che in realtà sarebbero già necessari, basandosi su una percorrenza falsa. Questo può riguardare operazioni ordinarie e straordinarie particolarmente importanti, come la sostituzione della cinghia o della catena di distribuzione, la manutenzione del cambio automatico, il controllo della frizione, degli organi di trasmissione, dell’impianto frenante o delle sospensioni.
Il rischio non è quindi solo economico, ma anche meccanico: una manutenzione programmata in ritardo può aumentare sensibilmente la probabilità di guasti gravi, con rotture costose e, nei casi peggiori, danni rilevanti alla vita futura del veicolo. Per questo motivo, quando si acquista un’auto usata, i chilometri dichiarati devono sempre essere verificati e confrontati con la documentazione disponibile.
Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’analisi riguarda le alimentazioni alternative.
Sebbene spesso percepite come più moderne e sicure, anche le auto ibride ed elettriche possono essere oggetto di manipolazione del chilometraggio.
Nel caso delle elettriche, pur con una percentuale più bassa, la riduzione media rilevata supera comunque i 60.000 km, dimostrando che il fenomeno non è limitato alle sole vetture termiche.
I dati di mercato mostrano come il diesel continui a rappresentare circa il 41% del mercato dell’usato, seguito dalla benzina con circa il 39%. Le ibride superano ormai il 10% e sono in crescita costante.
Indipendentemente dall’alimentazione, è quindi fondamentale verificare:
Una verifica rapida può già ridurre il rischio di acquisti problematici.
Check veloce:
✓ Controllare i km registrati alle revisioni
✓ Verificare libretto tagliandi e fatture
✓ Confrontare coerenza chilometrica nel tempo
✓ Valutare usura interna (volante, pedali, sedili)
✓ Richiedere report storico veicolo
✓ Diffidare di chilometraggi “troppo bassi”
Un capitolo a parte riguarda le auto importate.
La provenienza da mercati come Germania, Belgio, Francia e Paesi Bassi può offrire vantaggi economici, ma rende più complesso ricostruire la storia del veicolo.
In questi casi è fondamentale verificare:
Secondo diverse analisi europee, i casi di manipolazione risultano più frequenti nelle compravendite transfrontaliere.
Scoprire dopo l’acquisto che un’auto usata ha percorso più chilometri di quelli dichiarati significa trovarsi davanti a un veicolo diverso da quello valutato al momento della compravendita.
La manomissione del contachilometri non è un dettaglio secondario: può incidere sul valore commerciale dell’auto, sul suo stato di usura, sulla manutenzione già eseguita e su quella da programmare. Per questo motivo, quando il chilometraggio reale viene alterato o nascosto, l’acquirente può avere strumenti di tutela sia sul piano civile sia, nei casi più gravi, su quello penale.
La giurisprudenza ha più volte riconosciuto la gravità dello schilometraggio. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 12606/2022, ha ritenuto che la grave manomissione del contachilometri possa giustificare la risoluzione del contratto di compravendita di un’auto usata. In altre parole, se il veicolo venduto non corrisponde a quello promesso o rappresentato al compratore, l’acquirente può chiedere lo scioglimento del contratto, oltre all’eventuale risarcimento del danno.
Sul piano penale, la Cassazione, con la sentenza n. 25283/2024, ha confermato che la riduzione artificiale dei chilometri può integrare una truffa contrattuale quando il dato alterato incide sulla decisione dell’acquirente. Il punto centrale non è soltanto il prezzo pagato, ma il fatto che il compratore, conoscendo il chilometraggio reale, avrebbe potuto decidere di non acquistare affatto l’auto.
Chi scopre di aver acquistato un’auto schilometrata dovrebbe quindi raccogliere subito tutta la documentazione disponibile: annuncio di vendita, contratto, fattura o ricevuta, storico revisioni, libretto dei tagliandi, fatture di manutenzione, report veicolo ed eventuale diagnosi effettuata da un’officina.
Il passo successivo è contestare formalmente il problema al venditore, preferibilmente tramite PEC o raccomandata. A seconda della gravità del caso, l’acquirente può chiedere una riduzione del prezzo, il risarcimento del danno o la risoluzione del contratto con restituzione del veicolo e del prezzo pagato. Se emergono elementi che fanno pensare a una condotta intenzionale, può essere valutata anche la presentazione di una denuncia-querela per truffa, con il supporto di un legale o di un’associazione di consumatori.
Come posso verificare gratuitamente i km di un’auto usata?
Attraverso il Portale dell’Automobilista, consultando le revisioni periodiche.
Quali auto vengono schilometrate più spesso?
Secondo carVertical, i diesel sono le più colpite con circa il 3,14% dei casi analizzati.
Le auto elettriche sono al sicuro?
No. Anche se meno frequente, la manipolazione può avvenire anche sulle elettriche.
Come capire se i km sono reali?
Confrontando revisioni, manutenzione, usura reale e documenti storici.
Cosa rischio se acquisto un’auto schilometrata?
Un danno economico e possibili costi di manutenzione imprevisti legati all’usura reale.
Quando si acquista un’auto usata, il chilometraggio non deve mai essere considerato un dato isolato.
La verifica della storia del veicolo, della documentazione e delle condizioni reali resta il metodo più efficace per ridurre il rischio di frodi.
Un controllo in più prima dell’acquisto può evitare costi ben maggiori dopo.
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