Motorino d'avviamento


Motorino d'avviamento
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Nella configurazione più classica, il motorino d'avviamento ha tre componenti principali: un elettromagnete, un motore elettrico, un gruppo d’innesto. In alcune realizzazioni, è presente anche un riduttore epicicloidale.

Come funziona. Il motorino d’avviamento trasforma l’energia elettrica fornita dalla batteria in energia meccanica. Quando si gira la chiave di avviamento o si preme il pulsante start, l’elettromagnete chiude i contatti del circuito che porta energia al motore elettrico a corrente continua. L’elettromagnete stesso, inoltre, aziona il gruppo d’innesto: quest'ultimo, tramite una leva a forcella, provvede a far sì che i denti del pignone vengano a contatto con quelli presenti sulla corona dentata del volano calettato a un’estremità dell’albero motore. Quando l’innesto è completato, il motorino di avviamento entra in funzione, trascinando il propulsore e permettendo ai pistoni e agli altri organi del motore di dar vita al ciclo che lo porta ad avviarsi. A questo punto, il motorino d’avviamento può essere scollegato dal volano e frenato, per restare a riposo fino a quando il motore non deve essere nuovamente avviato. L’eventuale riduttore epicicloidale consente di ridurre le dimensioni e il peso del motorino a parità di coppia motrice.

A cosa serve. Il nome descrive il compito: il motorino di avviamento è infatti il dispositivo che si occupa di avviare un motore a combustione interna, consentendo a quest'ultimo di raggiungere un numero di giri sufficienti per innescare il funzionamento. Va ricordato come in epoca recente il ruolo del motorino d’avviamento sia diventato sempre più importante, con la diffusione dei sistemi Stop&start che spengono automaticamente i motori nelle fermate temporanee ai semafori e li riavviano rapidamente quando il pilota intende riprendere la marcia.

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