Cinghia di distribuzione


Cinghia di distribuzione
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Per azionare l’albero (o gli alberi) a camme a velocità dimezzata e in perfetta sincronia con l’albero motore serve una trasmissione che può essere realizzata in vari modi: i due più diffusi nei motori delle auto sono con una catena e con una cinghia dentata. La prima, di norma, è del tutto esente da manutenzione, mentre la seconda può richiedere la sostituzione dopo una certa percorrenza (da 60.000 km in su) o un certo lasso di tempo (da tre a dieci anni) secondo il primo che occorre. Ciò perché la gomma che compone il rivestimento e i denti della cinghia (l’anima è di cordicelle tessili) tende a decadere e a usurarsi con trascorrere degli anni e con i chilometri.

Se si rompe. Se la cinghia si rompe il motore viene danneggiato molto gravemente: venendo a mancare il corretto sincronismo le valvole battono contro i pistoni, deteriorandosi a vicenda. La riparazione è quindi assai costosa. L’unica eccezione sono i (pochissimi) propulsori disegnati in modo da evitare l’interferenza tra valvole e pistoni: così, se la cinghia cede si resta a piedi, ma il motore è salvo.

Intervenire per tempo. Dato che il costo per la sostituzione della cinghia della distribuzione (dei rulli di rinvio e del tenditore) non è trascurabile, è bene valutare la periodicità di tale operazione per avere un’idea dei costi di gestione dell’auto che si desidera acquistare. Se, poi, si è interessati a una vettura usata, è indispensabile accertarne l’effettiva percorrenza per definire il momento in cui sostituire la cinghia. In caso di dubbio, è meglio provvedere comunque, per scongiurare danni molto gravi.

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