Antifurto


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Nell’eterno inseguimento tra guardie e ladri, a volte sono in vantaggio i primi, altre volte i secondi. In mezzo, il povero automobilista che non sempre riesce a proteggere la propria vettura. Antifurti meccanici, elettronici o qualsivoglia diavoleria si voglia erigere a difesa, se il ladro vuole proprio la vostra macchina, sarà difficile dissuaderlo. Gli si può tuttavia rendere molto meno facile il compito. Vediamo come.

Antifurti meccanici

Se avete una citycar, magari stagionata e dal valore residuo basso, può essere utile (ed economico) adottare un antifurto meccanico. Ce ne sono di vari tipi e tutti si prefiggono lo scopo di impedire l’utilizzo di uno o più comandi della vettura: bloccapedali, bloccavolante e addirittura bloccacambi e freni a mano. Per quanto alcuni di essi possano anche essere costruiti con buon acciaio, la maggior parte non lo è ed il punto debole resta sempre la serratura che, anche per questioni di costo finale dell’oggetto, raramente si rivela valida. Nella maggior parte dei casi, infatti, il ladro non perde tempo a cercare di tagliare il metallo dell’antifurto, ma attacca direttamente la chiusura a chiave. Altre volte, invece, come nel caso del bloccapedali, non ha nemmeno bisogno di scassinare alcunché: gli basta avviare il motore e inserire i rapporti senza usare la frizione per fuggire via. E per frenare? Con un po’ di malizia, basta il freno a mano. A questo punto la domanda nasce spontanea: se sono così poco protettivi, perché allora comprarli? Per l’effetto deterrente: al momento del furto, se nei dintorni esiste un altro esemplare del vostro modello di auto però totalmente sprovvisto di protezioni, per il ladro sarà più conveniente rivolgere là le sue attenzioni, ignorando la vostra auto difesa da un antifurto meccanico. Per il malfattore, infatti, il fattore tempo è fondamentale: più aumenta la fatica per trafugare l’auto, maggiori sono i rischi.

Pregi:                         

Costo contenuto

Facilità d’impiego

Nessuna installazione professionale

Difetti:

Scarsa protezione

Materiali impiegati talvolta scadenti

Antifurti elettronici

Molto in voga a partire dagli anni 80, hanno progressivamente perso appeal dopo l’avvento degli immobilizer di serie. Ciononostante, un sistema elettronico azionato da telecomando, in grado di bloccare l’avviamento e contemporaneamente far suonare un allarme di effrazione, può essere ancora una valida opzione per difendere l’auto. In commercio ce ne sono svariati tipi il cui prezzo è proporzionale al livello di protezione offerto. I più completi, oltre al blocco del motore, che va ad agire in parallelo all’immobilizer di serie (le due cose non devono essere confuse) prevedono sensori volumetrici per l’abitacolo, sensori di movimento vettura o sollevamento (se i ladri usano un carro attrezzi). Attenzione però: questi antifurti vanno installati da elettrauto esperti capaci di: 1) evitare assolutamente, durante il montaggio, di compromettere i sistemi elettronici della vettura scongiurando le crisi di rigetto, 2) nascondere alla perfezione i cablaggi e i punti di contatto con i fili originali in modo da rendere difficile al ladro l’individuazione dei punti sui cui intervenire per isolarlo. Una installazione a regola d’arte, infatti, è da sola capace di raddoppiare il grado di protezione di un sistema elettronico. I punti deboli di questi dispositivi sono relativa facilità con cui possono essere aggirati, soprattutto se l’installazione è stata eseguita in modo superficiale e il fatto che oggi quasi più nessuno presta attenzione alla sirena di una macchina che suona. In ogni modo, vale la regola della ridondanza: più marchingegni si frappongono tra il ladro e la vostra macchina, meglio è.

Pregi:

Comodità di azionamento.

Blocco motore supplementare

Sensori specifici per effrazione

Difetti:

Necessità di ricorrere a un installatore di provata esperienza

Bassa deterrenza dell’allarme sonoro

Antifurti satellitari e a radiofrequenza

Sono arrivati sul mercato come la soluzione definitiva al problema dei furti, ma i ladri non ci hanno messo molto tempo per studiarli e trovare il sistema migliore per aggirarli. Stiamo parlando degli antifurti satellitari, dispositivi che sfruttando la rete dei satelliti GPS (alcuni anche la russa Glonass) permettono la tracciatura del veicolo sul globo terrestre e che, in teoria, dovrebbero consentire di localizzarlo (quasi) ovunque. La loro efficacia aumenta se collegati a una centrale operativa che, in caso di furto, avvisa le forze dell’ordine. L’efficacia di questo sistema non è sfuggita alle assicurazioni che, sin dall’inizio, hanno sempre concesso sconti generosi sul premio furto e incendio agli automobilisti che lo hanno installato, con evidenti benefici per l’utenza. Ma lo stallo dei malfattori è durato poco. Non appena compresi i punti deboli del sistema, anche le vetture sorvegliate dallo spazio sono tornate a essere appetibili come le altre, al costo di qualche piccolo ausilio in più. Ha infatti fatto stabilmente la sua comparsa, tra gli attrezzi del ladro professionista, il jammer, un disturbatore di frequenze nato per usi militari e che è in grado di impedire le comunicazioni tra il veicolo e i satelliti. Inoltre, a causa della necessità di dover nascondere le antenne del Gps sull’auto, non sempre viene salvaguardata la sensibilità di ricezione, diminuendone ulteriormente l’efficacia. Insomma, tra tutti gli antifurti, quello satellitare svetta come tra i più efficaci, ma di certo non inespugnabile. Sul mercato ha fatto la sua apparizione, da diversi anni, un altro tipo di apparecchio che, invece di sfruttare le connessioni con i satelliti, si affida all’emissione di onde radio ad alta frequenza. Queste ultime, che a differenza dei segnali Gps sono meno sensibili a edifici e più difficilmente schermabili, vengono utilizzate, in caso di furto, per stabilire la posizione dell’auto trafugata. Lo svantaggio del sistema è che per far questo, è necessario che le vetture delle forze dell’ordine siano dotate di uno speciale ricevitore che, purtroppo, è ancora su poche pattuglie.

Pregi:

Sorveglianza del veicolo

Ausilio di una centrale operativa

Difficoltà di aggiramento (sistema a radiofrequenza)

Sconti assicurativi

Difetti:

Costo del dispositivo e del canone mensile per la centrale operativa

Necessità di un bravo installatore

Scarsa permeabilità del segnale (Gps)

Ricevitore onde radio poco diffuso (sistema a radiofrequenza)

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