Servosterzo


Servosterzo
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Il progressivo aumento del peso, delle dimensioni delle vetture e della sezione dei pneumatici ha portato nel tempo alla crescita dello sforzo da esercitare sul volante. Compensarlo mediante l’innalzamento del rapporto dello sterzo compromette la maneggevolezza della vettura, dato che a parità di curva il volante va ruotato maggiormente. Per questo, da una ventina d’anni tutte le vetture sono dotate di servosterzo

Nascita e diffusione. Nato negli Stati Uniti a metà degli anni venti del Novecento, il servocomando dello sterzo si è diffuso inizialmente sulle auto di alta classe, per poi equipaggiare anche le utilitarie. Una spinta alla sua diffusione è stata data dall’avvento dei sistemi elettrici, più efficienti ed economici di quelli idraulici, di norma utilizzati fino a pochi anni fa. Quest’ultimi, infatti, comprendevano una pompa trascinata dal motore mediante una cinghia, che manteneva in pressione un olio specifico, così da poter alleggerire lo sforzo sul volante, quando necessario, mediante l’apertura di speciali valvole che inviavano così l’olio a pistoni idraulici collegati alla cremagliera dello sterzo. Ciò comportava il costante assorbimento di potenza del motore da parte della pompa, anche nella marcia in rettilineo quando non è richiesta la servossistenza.

Il servosterzo elettrico è costituito da un motorino che assorbe energia solo quando si sterza e che s’impegna sul piantone, vicino al volante, oppure direttamente sulla cremagliera. Quest’ultima soluzione è preferita sulle auto di pregio o sportive perché assicura un comportamento più preciso e progressivo dello sterzo. Il sistema comprende anche un sensore di rotazione del volante e una centralina di controllo, che calibra l’inserimento in funzione della velocità della vettura e di altri parametri. Infatti, in molti casi è possibile modificare l’entità della servoassistenza, e quindi lo sforzo da esercitare sul volante, secondo i propri gusti oppure a seconda di altri dispositivi, quali la taratura degli ammortizzatori.

Assistenza alla guida. Il servosterzo elettrico consente anche l’adozione dei moderni sistemi di assistenza alla guida, a partire dal parcheggio automatico fino alla guida semiautonoma: L’elettronica di controllo è infatti in grado di azionare a piacere il motorino elettrico e quindi di calibrare in modo ottimale la sterzatura. Per questioni legali è tuttora indispensabile mantenere le mani sul volante e gli occhi sulla strada, ma le vetture più evolute oggi sono in grado di viaggiare in maniera pressoché autonoma in molte situazioni.

In caso di guasto. Nel caso venga a mancare l’azione del servosterzo (cosa possibile per esempio se si guasta il sensore di angolo volante), è naturalmente possibile controllare la vettura come al solito, però lo sforzo da esercitare sul volante aumenta parecchio e ciò può creare una situazione pericolosa se il guasto capita subito prima di una manovra a bassa velocità (una svolta in città, una curva su una strada tortuosa).

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