Albero a camme


Albero a camme
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L’apertura e la chiusura delle valvole si effettua mediante l’albero a camme: è dotato di tanti eccentrici quante sono le valvole che comanda e ruota in sincronia con l’albero motore e a velocità dimezzata grazie a una trasmissione a catena o a cinghia dentata (o, assai di rado, a ingranaggi). I motori più semplici utilizzano un solo albero a camme, anche se ormai è prassi usarne due, uno per le valvole di aspirazione e l’altro per quelle di scarico.

Coppia e potenza. Le camme sono progettate in modo da garantire un moto ben definito delle valvole e, soprattutto, gli angoli di rotazione dell’albero motore a cui esse si aprono e si chiudono (il diagramma della distribuzione) e il valore dell’alzata, ovvero il grado di apertura delle valvole stesse. Variando il disegno delle camme questi fattori cambiano e quindi variano le caratteristiche di erogazione della coppia e della potenza del motore; per questo, in passato era necessario sostituire l’asse (o gli assi) a camme per modificare il carattere del propulsore.

Variatori di fase. L’avvento negli anni 80 dei variatori di fase, che consentono di mutare la posizione angolare dell’asse a camme rispetto all’ingranaggio che lo fa ruotare, ha aggirato questo ostacolo, dando il via alla possibilità di aumentare la coppia ai bassi regimi mantenendo elevata la potenza ai giri più alti, oppure di modificare a piacere la legge di apertura e chiusura delle valvole per passare da un classico ciclo Otto a quello Atkinson, che aumenta il rendimento ma diminuisce la potenza.

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