Filtro antiparticolato


Filtro antiparticolato
Chiudi
 

Il filtro antiparticolato è l’elemento del sistema di depurazione dei gas di scarico delle auto diesel deputato all’abbattimento delle polveri. Anche se è presente su alcuni modelli Euro 4, solo con i limiti più stringenti sul particolato imposti dalle Euro 5 è diventato di fatto obbligatorio.

Come è fatto. Di primo acchito il Dpf (diesel particulate filter) è simile a un catalizzatore: un monolite ceramico costituito da piccoli canalini attraversati dai gas di scarico. Qui, però, diversamente dai catalizzatori i condotti sono chiusi a un’estremità, così mentre i gas possono passare attraverso la porosità delle pareti, il particolato viene trattenuto all’interno, ripulendo lo scarico dalle polveri. Quando, a intervalli diversi secondo l’auto e l’uso, ma in media attorno a 500 km, l’accumulo delle particelle nel filtro raggiunge un livello prestabilito, s’innesca un processo di pulizia automatica detto rigenerazione.

Come funziona la rigenerazione. In pratica, si tratta della combustione delle polveri stesse, che vengono trasformate in anidride carbonica e ossido di carbonio e per questo il filtro va portato a oltre 600°C. Per farlo, inizialmente si ritarda l’iniezione del gasolio, in modo da innalzare la temperatura dei gas di scarico, che a loro volta scaldano ulteriormente il catalizzatore ossidante a monte del Dpf. Per accelerare l’operazione, vengono inseriti utilizzatori elettrici di alto assorbimento quali il lunotto termico, in modo da aumentare il lavoro dell’alternatore e quindi del motore. Quando la temperatura del catalizzatore è sufficiente a innescare la combustione del gasolio, viene attivata la postiniezione in fase di scarico: Il combustibile così raggiunge il depuratore e brucia, scaldando ulteriormente il filtro antiparticolato fino a raggiungere la temperatura a cui s’attiva la combustione delle polveri, che viene mantenuta per il tempo necessario a completare l’operazione.

Servono anche  20 minuti. Questo processo, che dovrebbe essere inavvertibile, in certe condizioni d’impiego può incontrare delle difficoltà a compiersi. I percorsi molto brevi, infatti, non durano abbastanza a lungo per far completare l’operazione, che secondo il modello e la tipologia d’uso può richiedere anche più di venti minuti. Se s’utilizza la vettura in autostrada, non ci saranno problemi, visto che la temperatura dei gas di scarico è alta (anche più di 400 gradi) e basta poco per portare il filtro antiparticolato alla temperatura di rigenerazione. Al contrario, nella marcia in città il motore lavora spesso al minimo (nel corso della rigenerazione lo Star&tstop viene disattivato) e quindi tutto l’impianto di depurazione dei gas di scarico è più freddo: attorno ai 150 gradi. Quindi è necessario più tempo per far raggiungere al filtro antiparticolato la temperatura a cui le polveri vengono bruciate. Se si continua a utilizzare la vettura su percorsi molto lenti e brevi, la rigenerazione si attiva ogni volta senza compiersi, e dopo un certo numero di fallimenti si accende una spia che segnala la necessità di proseguire la marcia fino al completamento dell’operazione. Solo allora la spia si spegne e ci si può fermare. Se s’ignora tale avvertenza, si deve portare la vettura in officina dove viene attivata la rigenerazione forzata, una procedura che si comanda mediante il tester diagnostico.

leggi tutto