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Risarcimento assicurazione: cosa fare dopo un incidente stradale?


Risarcimento assicurazione: cosa fare dopo un incidente stradale?
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Risarcimento assicurazione: tutto quello che c'è da sapere

Quali sono le modalità e le tempistiche per ottenere il risarcimento assicurazione per i danni riportati dal proprio veicolo in un incidente stradale? Come fare per evitare lungaggini burocratiche?

Il risarcimento è la somma che viene pagata dalla compagnia di assicurazione al proprio assicurato per i danni che sono riportati dal veicolo nell'ambito di un sinistro. Dopo l'incidente è necessario riempire degli appositi moduli che consentono di ricostruire quanto avvenuto durante l’incidente stradale per stabilire le responsabilità. Vediamo nel dettaglio le modalità con cui occorre richiedere il risarcimento e quali sono le tempistiche previste.

Cos’è il risarcimento dell’assicurazione

Il risarcimento rappresenta la liquidazione, quindi il pagamento che viene riconosciuto da una compagnia di assicurazione al proprio cliente in ragione di quanto accaduto in un incidente stradale.

Naturalmente, affinché la compagnia provveda al pagamento dell’importo dovuto, è indispensabile che siano verificati una serie di vincoli che sono parte integrante della polizza sottoscritta.

In particolare, per avere diritto a un risarcimento dalla propria assicurazione oppure da quella dell’altro veicolo, è indispensabile che non ci siano colpe o quanto meno le responsabilità siano state suddivise al 50%. Infatti è impensabile che un automobilista poco attento e responsabile di un incidente stradale possa richiedere e ottenere il risarcimento danni.

Tra l'altro è bene ricordare come il risarcimento sia la fase finale di un procedimento che deve essere avviato immediatamente con la denuncia dell'incidente entro e non oltre i 3 giorni successivi alla data in cui esso è avvenuto.

La denuncia dell’incidente e la procedura da seguire

Per avviare la procedura per ottenere il risarcimento danni, la denuncia va fatta direttamente nella sede della propria compagnia assicuratrice utilizzando uno dei moduli previsti per queste occasioni.

Le nuove norme per il risarcimento diretto hanno apportato modifiche sostanziali rispetto a quanto accadeva in passato. In particolare occorre far riferimento alla situazione che si è venuta a creare: se l'incidente ha visto coinvolte due auto immatricolate regolarmente in Italia e se i danni sono stati causati solo contro cose oppure, in maniera lieve, contro persone, allora è possibile avviare l’iter di risarcimento diretto. In questo caso l'automobilista può rivolgersi direttamente alla propria compagnia di assicurazione per richiedere il risarcimento. Questo può avvenire sia se il cliente è riuscito a far firmare il CAI, il modulo di constatazione amichevole di incidente, sia se ciò non è avvenuto.

Da ricordare che, seppur l'altro automobilista non palesi la volontà di firmare il CAI, è sempre consigliato redigerlo e firmarlo, in maniera tale da permettere alla propria compagnia di avere una versione scritta di quanto successo ed effettuare delle valutazioni corrette sulla dinamica. Inoltre questo modulo permette anche di snellire i tempi necessari per valutare quanto successo e soprattutto per ottenere eventualmente il risarcimento danni.

Con il risarcimento diretto sarà la propria compagnia a occuparsi della liquidazione del cliente, per poi avvalersi in un secondo tempo con la compagnia assicuratrice dell'altro automobilista.

Ovviamente tutto questo è valido a patto che non ci siano responsabilità o si riesca a ottenere un accordo. Qualora invece non ci dovesse essere accordo tra le parti e non sia quindi stato possibile individuare una dinamica condivisa tra i due automobilisti, si allungano i tempi, sia per la gestione della procedura sia per il risarcimento danni, che solitamente avviene dopo 60 giorni.

In ragione di questa valutazione è sempre opportuno dopo un incidente stradale mantenere la calma e cercare di trovare un compromesso con l'altro automobilista. Da ricordare che in caso di incidente con danni lievi e assolutamente nessuna conseguenza per le persone, è indispensabile sgomberare la strada, per non intralciare la circolazione e non incappare nel verbale che verrà redatto dalle forze dell'ordine.

La procedura tradizionale per ottenere il risarcimento

Purtroppo la procedura si complica e si allunga se l'incidente non riguarda due auto immatricolate in Italia e soprattutto se ci sono danni importanti anche a persone. In questo caso è sempre atteggiamento virtuoso quello di contattare le forze dell'ordine e non muovere assolutamente la propria auto. In questo modo, una volta che le forze dell'ordine saranno giunte sul luogo, potranno effettuare delle valutazioni che permetteranno di stabilire le colpe e ricostruire la dinamica di quanto accaduto.

L'iter tradizionale è più tortuoso rispetto alla constatazione amichevole anche perché prevede un passaggio fondamentale e indispensabile, ossia quello della perizia. In pratica per gestire la procedura viene contattato un perito, obbligatoriamente un soggetto terzo rispetto alle parti in causa, per effettuare una perizia approfondita che permetta non solo di valutare il danno di ogni veicolo coinvolto nell'incidente, ma anche di sviluppare una dinamica basandosi sulla tipologia di danno riportato e sul punto del veicolo in cui è presente il danno, e quindi stabilire le responsabilità.

Dopo la perizia, la compagnia può presentare una proposta di risarcimento che può essere accolta oppure rifiutata. A prescindere dalla decisione presa, l'assegno della compagnia verrà inviato direttamente a casa, per cui l'automobilista avrà l'opportunità di intascarlo immediatamente oppure di prenderlo come una sorta di acconto procedendo in giudizio e quindi avvalendosi di un avvocato.

Tuttavia, occorre porre massima attenzione nel momento in cui si riceve l'assegno per valutare bene gli altri documenti che si stanno firmando. Nello specifico bisogna evitare di firmare un documento che funga da liberatoria e che quindi sollevi la compagnia da qualsiasi altra pendenza. Evidentemente se si è firmata la liberatoria non si potrà più procedere a giudizio e quindi, di fatto, il contenzioso finisce qui.

L'automobilista, sempre con il supporto dell'avvocato della propria compagnia assicuratrice oppure di un avvocato di fiducia, può rilanciare e fare una controproposta all'altra compagnia per ottenere una cifra maggiormente congrua alle proprie esigenze, magari richiedendo anche le modalità con cui è stato effettuato il calcolo.

Altra soluzione sempre più spesso presa in considerazione è quella di evitare il risarcimento con denaro contante e rivolgersi a una autocarrozzeria di fiducia della compagnia per sottoporre il veicolo agli interventi di riparazione necessari per ripristinarne l’estetica e il corretto funzionamento.

Contenuto redatto in collaborazione con Facile.it assicurazioni auto

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